“Sento che questa alimentazione è mia, mi sento rinata!”

Sono le parole stupende con le quali una giovane paziente mi ha salutata entrando a studio, allo svolgimento del suo primo controllo.

È la storia fisiologica di un corpo messo alla prova da disbiosi intestinali, eventualmente correlate ad alvo irregolare e stipsi ricorrente, a reflusso gastroesofageo e ad una irritabilità intestinale verso specifiche categorie alimentari, nonché, al consumo di alimenti contenenti lattosio.

Ed è il risultato stupendo di una giovane paziente che con dolcezza, accuratezza ed impegno ha deciso di iniziare a prendersi cura del proprio corpo, ascoltandone i campanelli d’allarme lasciati dalle sue disfunzioni, affidandosi all’intrapresa di un percorso di rieducazione nutrizionale, nel preservamento della salute ed ai fini di un miglioramento del peso corporeo.

Tra gli aspetti legati alla fisiologia, sui quali la mia anamnesi ha posto la sua attenzione, la presenza di ipotiroidismo, la comparsa di iperglicemia a digiuno e di una emoglobina glicata lievemente in aumento e lo sviluppo correlato di adiposità, testimoniato da un lieve incremento dell’ipercolesterolemia totale. In parallelo, significativa da considerare, anche la presenza della sindrome di Gilbert, che ha fatto ritenere centrale la sorveglianza della funzionalità epatica nella elaborazione del piano alimentare dedicato.

Al suo primo controllo, a gran sorriso, mi ha raccontato di “sentirsi rinata”: già da un iniziale approccio al cambiamento dietetico, ha percepito una significativa riduzione dei sintomi legati alla irritabilità intestinale ed al reflusso gastrico – ha osato dire:“Sono scomparsi”. Per di più, mi ha enfatizzato la gioia di sentirsi ritrovare il proprio equilibrio, sia verso il rapporto con l’alimentazione e la tolleranza dei pasti nella finestra post-prandiale, sia in termini di sensazione di gonfiore interno, fastidiosa flatulenza, sgradevolezza al consumo di determinati cibi.

Inoltre, a gran voce ha ribadito la sua serenità nella organizzazione quotidiana dei piatti: dieta pratica, gradevole, proprio personale e adatta alle sue esigenze, sua!

Ad avvalorare tale soddisfazione, i risultati forniti dal metodo gold standard di monitoraggio della composizione corporea: la BIVA.

Dalla valutazione del calo ponderale via metodica monitoraggio del peso, la BIVA eseguita ha consentito di riscontrare:

un lieve miglioramento dell’idratazione tissutale e della sua compartimentalizzazione

un buon incremento dell’indice nutrizionale

accompagnati da

una lieve riduzione della massa grassa

a preservamento della massa magra

con un incremento della massa muscolare totale, a giustificare il mantenimento delle frazioni di massa muscolo-scheletrica e muscolo-scheletrica appendicolare.

Il metabolismo basale si è risvegliato e ciò è stato confermato dalle parole della paziente riguardo ad un aumento percepito dell’energia e della sazietà in ogni situazione. Anche la qualità del sonno è migliorata, da diverso tempo poco ristoratore.

È un piacere abbracciare risultati come questi, sarà bellissimo proseguire questo cammino insieme! Alla base di tutto: la fiducia instaurata tra paziente e nutrizionista ed il desiderio da parte del nutrizionista di centrare le necessità del paziente, perché l’intrapresa del percorso dietetico si riveli “all’altezza del sogno che ha: stare meglio.”


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