In età infantile, l'ambiente obesogeno rappresenta un fattore di rischio significativo nell'insorgenza di malattia.
L’obesità in età infantile sta divenendo un’epidemia globale che colpisce sia i Paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo. Aumentare di peso durante l’infanzia può portare ad insorgenza di sovrappeso od obesità nel corso della vita adulta.
Atteggiamenti comportamentali come la dieta sostenuta e il comportamento sedentario contribuiscono allo sviluppo di un “ambiente obesogeno”.
L’incremento dell’indice di massa corporea e dell’adiposità durante l’infanzia comporta conseguenze significative a lungo termine, quali un rischio maggiore di sviluppare malattie croniche come diabete di tipo II, malattie cardiovascolari, malattie metaboliche come le dislipidemie, osteoartriti, ipertensione e patologie gastrointestinali.
In tal senso, si ritiene necessario svolgere misurazioni accurate della composizione corporea al fine di monitorare l’andamento del sovrappeso od obesità, sia in età infantile che adolescenziale.
L’analisi bioimpedenziometrica svolge un ruolo determinante nella sorveglianza della salute, in quanto la composizione corporea è strettamente correlata ai fabbisogni energetici e nutrizionali individuali. Essa è determinata da diversi fattori inclusi la predisposizione genetica, l’età, l’etnia, fattori perinatali, nonché bilancio energetico e stato fisiologico.
Grazie al monitoraggio di parametri come l’adiposità, la muscolarità, l’idratazione, la massa cellulare metabolicamente attiva ed il metabolismo basale è possibile sorvegliare in maniera raffinata la salute dell’organismo. Lo scopo è quello di intervenire consapevolmente dal punto di vista nutrizionale, soprattutto in presenza di calo ponderale accompagnato dalla pratica sportiva, durante la fase di crescita.
