Il connubio che ci rende roccia.
L’osteoporosi si riscontra essere una disfunzione ossea ricorrente, a rappresentare una sfida significativa per la salute pubblica in termini di prevenzione.
I fattori nutrizionali svolgono un ruolo cruciale nella salute ossea e possono contribuire alla sua prevenzione o trattamento. Ampiamente studiati con evidenze scientifiche solide, i ruoli svolti dal calcio e dalla vitamina D, micronutrienti che si rivelano essere componenti fondamentali a supporto del trattamento non farmacologico di questa patologia.
Tuttavia, non solo questi ultimi vi risultano essere coinvolti; anche altri elementi nutrizionali in precedenza non ritenuti implicati nello sviluppo di questa disfunzione, sembrano influenzare il metabolismo osseo.
L’osteoporosi è una malattia ossea di natura cronica caratterizzata da una compromissione della resistenza ossea causata dall’aumento del rimodellamento osseo, in parallelo ad un decremento della densità minerale dell’osso. Tale condizione predispone gli individui ad un aumento dell’incidenza di fratture.
Questa patologia può essere classificata in due gruppi eziologici: osteoporosi primaria ed osteoporosi secondaria. La prima, è l’osteoporosi che si sviluppa con l’invecchiamento e rappresenta la condizione più comune in sviluppo per incidenza mondiale.
È stato stimato che l’osteoporosi colpisce prevalentemente le donne: oltre 200 milioni di donne in tutto il mondo, con la maggior incidenza nel periodo della menopausa e del postmenopausa (insorgenza di osteopenia ed osteoporosi, rispettivamente del 42,1% e del 27,4%).
Il tessuto osseo è dinamico, ossia è sottoposto a continui cambiamenti nel rimodellamento della matrice, correlatamente a vari fattori quali calcitonina, ormone paratiroideo ed estrogeni.
Questi ultimi rappresentano gli ormoni principalmente implicati nella regolazione del riassorbimento osseo.
Inoltre, la senescenza ovarica che è caratteristica del periodo menopausale determina un calo improvviso dei livelli di estrogeni, il quale si riflette in un aumentato riassorbimento osseo e quindi, in un elevato rischio di sviluppare fratture ed osteoporosi.
A tal proposito un apporto adeguato e bilanciato di macronutrienti può svolgere un ruolo significativo nel mantenimento della salute ossea. Ed è stata osservata esistere un’associazione tra l’assunzione in macronutrienti e la salute dell’osseo. Nell’ambito, questo articolo discute l’importanza dell’apporto dei grassi e la funzione svolta da essi.
L’apporto di acidi grassi ed i loro livelli plasmatici influenzano la salute ossea.
Una dieta ad alto consumo di grassi ed in particolare, ricca in grassi saturi sembra esercitare effetti negativi sul rimodellamento osseo, attraverso vari meccanismi. Tra questi:
la formazione di complessi con il calcio e con altri minerali a livello dell’intestino, tale da favorirne la perdita attraverso le feci
la sintesi di prostaglandine
l’ossidazione lipidica
la compromissione dell’attività svolta dagli osteoblasti (le cellule promuoventi la formazione e quindi, il rimpiazzamento tissutale).
In contrasto, una dieta ricca in grassi ma caratterizzata dall’elevato consumo in grassi polinsaturi si rivela svolgere un ruolo positivo nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi. Specificatamente, nel costituire un beneficio per la salute ossea, sono gli acidi grassi omega-3 ad intervenire:
nella modulazione funzionale degli osteoblasti e degli osteoclasti (le seconde, sono le cellule coinvolte nel riassorbimento osseo)
nella regolazione dei processi infiammatori
nel metabolismo del calcio.
Sicché, in linea a quanto sopracitato, il consumo di acidi grassi omega-3 potrebbe rappresentare un intervento nutrizionale valido a prevenire l’insorgenza di questa patologia, od a contrastarne il peggioramento della sua prognosi.
In conclusione, l’alimentazione sana svolge un ruolo chiave nella fisiologia dell’organismo; essa costituisce “il cuore mineralizzante” delle nostre ossa!
