Delizia per il palato e valore nutrizionale, è tempo di innamorarsi della ciliegia! Un frutto succoso e fresco che ha tanto da raccontare.
“Le ciliegie hanno la virtù di confortare, di generare buon sangue, giovano pure contro il dolore del fegato e l’itterizia, sciolgono il ventre, provocano l’urina, calmano la sete, conferiscono il colore buono.”
Dal codice “Historia Plantarum”, fine XIV secolo
Si dice che siano stati i Romani a dare un contributo alla diffusione della ciliegia, attorno al 50 a.C., dandone l’inizio ad un’ampia coltivazione.
Nel Medioevo, la ciliegia divenne popolare in Italia e in diversi Paesi europei. Un frutto molto gradito, che ben presto si rivelò un alimento di privilegio, riservato esclusivamente alle tavole della nobiltà.
Ma le proprietà medicinali della ciliegia, in realtà, erano già note a Galeno di Pergamo, nel 129 d.C. I peduncoli dei frutti, infatti, venivano impiegati come diuretici. Non solo, oltre ad essere un rimedio diuretico e lassativo efficace, questo frutto vantava proprietà antinfiammatorie nel trattamento di malattie delle vie urinarie.
Ma non tutti sanno il perché!
La ciliegia è uno dei frutti più popolari, apprezzata non solo per le sue proprietà organolettiche e nutrizionali, ma anche per il suo contenuto in composti bioattivi.
Diffusa nelle Regioni temperate comprese nell’Europa Mediterranea e centrale, nel Nord Africa, nel vicino ed estremo Oriente, nell’Australia Meridionale, in Nuova Zelanda e nelle Americhe, le produzioni a livello globale della ciliegia dolce (Prunus avium L.) sono aumentate negli ultimi sedici anni da 1,9 a 2,32 milioni di tonnellate.
La ciliegia dolce è un frutto di inizio stagione estiva, che viene consumato principalmente come fresco e non trasformato.
Gli indici più importanti di qualità e di maturazione della ciliegia influenzanti la scelta del consumatore sono: il colore della buccia, la dolcezza, l’acidità, la consistenza ed il peso del frutto. Il colore della buccia è correlato alla maturazione del frutto e dipende dalla concentrazione di sostanze bioattive – quali gli antociani – dal pH, nonché, dai livelli e dai tipi di composti bioattivi di natura fenolica che incolori si trovano presenti nel frutto. Tra gli altri fattori che influenzano la qualità maturativa apprezzabile del frutto: la luce, la temperatura, l’ossigeno, i minerali e gli enzimi.
Da un punto di vista nutrizionale, la ciliegia dolce contiene poche calorie (ca 63 Kcal per 100 g di frutto) e la sua polpa consiste nell’80% di acqua con un basso contenuto di sodio. Il suo contenuto in zuccheri semplici varia da 125 a 265 g/Kg di peso fresco, mentre quello in acidi organici è compreso tra 3,67 a 8,66 g/Kg di peso fresco.
Ma la preziosità nutrizionale di questo frutto è da ricercare nell’abbondante contenuto in vitamine – rappresentato dalle forme idrosolubili C e B e dalle forme liposolubili A, K ed E; e in alcuni carotenoidi, in particolare il β-carotene ed in misura minore, la luteina e la zeaxantina. Non da meno, il ruolo svolto dai minerali di cui la ciliegia dolce è ricca, quali il calcio (14 mg/100 g), il magnesio (10 mg/100 g), il fosforo (20 mg/100 g) ed il potassio (200 mg/100 g).
I dati relativi alle quantità in nutrienti ed in composti bioattivi delle ciliegie, confrontati con quelli ricavati da altri alimenti vegetali appartenenti al genere Prunus spp., ci consentono di apprezzare come la ciliegia dolce sia una fonte relativamente discreta di fibre e soprattutto, di antociani. Il contenuto in fibre alimentari si approssima a 2,1 g/100 g di frutto fresco, mentre elevata si presenta la quota in fenoli (attestata a ca 1500 mg di fenoli totali/Kg di frutto fresco).
Sicché, il consumo di ciliegie si rivela essere un toccasana per la salute!
Ciò, grazie ai benefici conferiti dalla polpa rossa e succosa, tra cui gli effetti preventivi e/o modulatori su diverse malattie croniche diffuse, quali il diabete mellito, il cancro, le malattie cardiovascolari e le patologie infiammatorie. Ad avvalorare tale affermazione, la presenza abbondante riscontrata nelle ciliegie dolci, di sostanze fenoliche naturali ad elevato potere antiossidante.
Guardando al profilo nutrizionale ed ai componenti bioattivi della ciliegia, tale frutto spicca per la sua quantità moderata di carboidrati, con la frazione degli zuccheri semplici che include glucosio, fruttosio, saccarosio e sorbitolo. Questi ultimi, sono i componenti nutrizionali responsabili della dolcezza del frutto, mentre l’acidità è dovuta principalmente alla presenza di acidi organici come l’acido malico, l’acido citrico, l’acido succinico, l’acido lattico e l’acido ossalico.
Non solo, il valore salutistico conferito dal consumo della ciliegia si correla all’abbondante presenza (variabile nelle percentuali in relazione alle cultivar analizzate) di acidi fenolici di natura idrossicinnamica e di flavonoidi come le antocianine, i flavan-3-oli ed i flavonoli. Si tratta di sostanze bioattive in grado di apportare benefici in qualità di antiossidanti, svolgendo un ruolo importante nella prevenzione e/o modulazione di malattie croniche infiammatorie legate allo stress ossidativo.
Tra i fattori che influenzano la composizione qualitativa della ciliegia: le condizioni preraccolta – il tempo e le modalità del raccolto, le procedure di coltivazione, lo stadio di maturazione e le condizioni climatiche; e le condizioni post-raccolta – le modalità di conservazione e di trasporto. Poi, la stabilità dei fitochimici ivi contenuti e della composizione nutrizionale che la caratterizza, dipende da diversi fattori, tra questi l’intensità luminosa, la temperatura ed il grado di maturazione.
Significativo in merito è anche l’apporto idrico e nutritivo fornito alle piante coltivate, tale da influenzare la composizione maturativa del frutto. In generale, l’aumento in dimensione e peso della ciliegia si verifica nelle ultime settimane prima della raccolta ed è durante questa fase di maturazione del frutto che si verifica la sintesi dei principali polifenoli. In maniera specifica, le antocianine totali aumentano esponenzialmente dall’ottavo stadio fino al quattordicesimo stadio di maturazione, in concentrazione ed in attività chimica saggiabile.
In materia di nutrizione clinica, la presenza nelle ciliegie di composti bioattivi come le antocianine costituisce un aspetto rilevante, in maniera associata ai benefici metabolici ed antiossidanti che il consumo del delizioso frutto dona. Grazie a diversi studi pilota condotti al fine di valutare gli effetti legati al consumo quotidiano di ciliegie sulla salute, è emerso come il potere antiossidante conferito dal frutto eserciti effetti positivi sullo stress ossidativo, sull’infiammazione, sulla regolazione glicemica e su altri marcatori metabolici in individui adulti sani.
Nello scenario clinico, lo stress ossidativo è uno dei principali processi alla base delle malattie umane, per il quale la sovraproduzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS, Reactive Oxygen Species) causa danni cellulari ed infiammazione sistemica, gettando i presupposti per l’insorgenza di malattie cardiovascolari, aterosclerosi, cancro ed invecchiamento. In questo contesto, le antocianine responsabili del colore rosso-violaceo delle ciliegie fresche e mature mostrano svolgere una potente attività antiossidante. Tale riduce la produzione cellulare dei ROS e lo stress ossidativo da esse dipendente.
La proprietà antinfiammatoria delle antocianine si manifesta attraverso l’inibizione funzionale di citochine proinfiammatorie (come la IL-6 ed il TNF-α), un effetto significativo per il ruolo che l’infiammazione ha di sviluppare stati come l’insulinoresistenza e disfunzionalità delle cellule β-pancreatiche predisponenti al diabete mellito di tipo II. Per di più, è stata evidenziata la capacità della polpa di ciliegia di influenzare i marcatori glicemici quali la glicemia a digiuno e l’emoglobina glicata (HbA1c), dimostrando un effetto benefico potenziale nel miglioramento della sensibilità insulinica e nel metabolismo del glucosio.
Ragionevolmente, pigmenti come le antocianine abbondantemente contenute nelle ciliegie contribuiscono alla difesa antiossidante dell’organismo esplicando effetti antidiabetici, antitumorali, neuroprotettivi e cardioprotettivi. In parallelo, a riprova della capacità di riparazione del danno tissutale svolta dall’organismo, il beneficio che una dieta includente il consumo delle ciliegie offre, mediante l’inibizione funzionale degli enzimi favorenti il microambiente infiammatorio preneoplastico – nella fattispecie, le ciclossigenasi – e della proteina C reattiva coinvolta promuovente l’infiammazione – a cui deputate le antocianine.
Correlatamente all’attività antiinfiammatoria, antitumorale e neuroprotettiva, si annovera importante la funzione svolta dalla melatonina contenuta nella ciliegia. Oltre alle proprietà cronobiotiche, anche la melatonina – di cui la ciliegia dolce ne è abbondantemente ricca – esercita un’attività antiossidante.
Quanto alla prevenzione dei dismetabolismi associati alle patologie cardiovascolari (è il caso dell’ipercolesterolemia e del diabete nello sviluppo dell’aterosclerosi), il ruolo svolto dai polifenoli contenuti nella polpa della ciliegia si riflette nella capacità di questi ultimi di: indurre sazietà, stimolare il dispendio energetico, inibire la differenziazione degli adipociti, promuovere l’apoptosi degli adipociti e modulare la lipolisi.
Infine, le ciliegie dolci possiedono: proprietà antiuricemiche, poiché in grado di modulare i livelli sierici di urato in soggetti affetti da gotta; e proprietà antimicrobiche, specie nella difesa contro patogeni come i batteri Gram-positivi e Gram-negativi ed il fungo Candida albicans. Questo effetto è garantito dai biocomposti altamente contenuti nei peduncoli delle ciliegie dolci, quali sakuranetina, acido ferulico, acido p-cumarico ed acido clorogenico.
In conclusione, gli effetti benefici legati al consumo di ciliegie, emersi da trials clinici condotti su adulti sani, consentono di comprendere come questo delizioso frutto si riveli avere un ruolo nutraceutico, nella prevenzione del rischio di sviluppare malattie croniche di natura infiammatoria, metabolica e tumorale. Tali evidenze riguardano l’analisi biochimica per le proprietà nutrizionali svolta su campioni di frutti freschi, piuttosto che su estratti o preparati a base di ciliegia.
Le ciliegie dolci sono frutti gustosi da includere piacevolmente nella nostra dieta. Ad avvalorarne la piacevolezza sono il bagaglio di fitocomposti, come i fenoli e dei vari componenti nutrizionali, che rispetto a molti altri frutti emergono in contenuto nella ciliegia, sebbene con differenze notevoli tra le diffuse cultivar. Oltre a fornire vitamine, carotenoidi, minerali e fibre essenziali, i biocomposti presenti nella polpa di ciliegia esplicano effetti potenzialmente benefici tali da consigliarne raccomandata l’integrazione nella dieta quotidiana, soprattutto durante la stagione maturativa.
