Bioflavonoidi: un tesoro nascosto negli agrumi

Il ruolo degli agrumi nella prevenzione delle malattie metaboliche – focus sul diabete mellito.

Il diabete mellito è considerato una delle principali disfunzioni metaboliche di carattere cronico. Negli ultimi decenni, l’incidenza del diabete mellito di tipo 2 (T2DM) è in costante aumento ed i pazienti che ne sono affetti sono soggetti a complicanze, causa di gravi conseguenze fisiche e psicologiche.

Il diabete mellito è una patologia metabolica caratterizzata da iperglicemia, una disfunzione che può essere determinata dalla presenza di insulinoresistenza, o da scarsa capacità di secrezione dell’insulina, o ancora, dallo sviluppo di ambedue le condizioni. Di riflesso, nei pazienti, la persistenza di uno stato iperglicemico comporta fluttuazioni nell’attività metabolica dell’organismo, favorendo il subentrare di complicanze cliniche.

Nella normofisiologia del metabolismo, responsabili della secrezione insulinica sono le cellule pancreatiche di tipo beta. Queste ultime, grazie alla loro attività, in sinergia alla funzione svolta dalle cellule pancreatiche di tipo alfa e cioè il rilascio di glucagone mantengono i livelli di glucosio nel sangue. L’insulina agisce promuovendo l’assorbimento l’utilizzazione del glucosio nelle cellule, al fine di ricavarne energia per lo svolgimento delle molteplici funzioni vitali.

Di controparte, la presenza di T2DM si associa allo sviluppo di complicanze sia macrovascolari che microvascolari che possono colpire in varia entità gli organi, determinandone la conseguente perdita di funzione ed in ultima analisi, un’insufficienza d’organo. Nel diabete mellito, infatti, si riducono i livelli di internalizzazione ed utilizzo del glucosio parte delle cellule alle quali viene convogliato.

Nello specifico, principalmente, tra gli eventi che promuovono lo stabilirsi del diabete:

la diminuzione del trasporto del glucosio attraverso le membrane cellulari (deficit che coinvolge le proteine di trasporto del glucosio), a causare una riduzione dell’internalizzazione dello zucchero ed un incremento della resistenza alla funzione svolta dall’insulina;

la disfunzione enzimatica (è il caso del deficit che coinvolge l’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi), la quale è in grado di indurre resistenza alla funzione insulinica, riducendo sia l’attività di segnalazione cellulare mediata dalla stessa, sia l’immagazzinamento delle riserve epatiche di glucosio, ossia, la sintesi di glicogeno.

Ambedue le condizioni determinano lo stabilirsi di iperglicemia ed in concomitanza di iperinsulinemia. L’iperglicemia persistente favorisce la produzione di radicali liberi, i quali inducono il rilascio di molecole proinfiammatorie. L’infiammazione che ne consegue predispone l’organismo al manifestarsi di complicanze diabete-associate, quali: neuropatie, nefropatie, retinopatie, danni ai piedi, patologie cutanee, problemi all’udito, morbo di Alzheimer e compromissioni cardiovascolari.

Tra gli interventi terapeutici e/o preventivi che possono essere introdotti allo scopo di ridurre il rischio di sviluppare dismetabolismi e nel caso specifico del T2DM, si include il mantenimento uno stile di vita sano. Nella fattispecie, la pratica regolare di attività fisica ed il sostenimento di un’alimentazione adeguata, sostenuta dai monitoraggi antropometrico e della composizione corporea eseguiti dal nutrizionista.

Dal punto di vista metabolico, studi epidemiologici hanno evidenziato come il consumo degli agrumi influisca positivamente sulla riduzione del rischio di sviluppare T2DM. La prova di ciò, il ruolo benefico dei polifenoli, tali da ritenersi un vero e proprio “tesoro nascosto” negli agrumi.

Dalla ricerca condotta su soggetti affetti da malattia diabetica è emerso come i polifenoli contenuti negli agrumi esercitano un effetto acuto diretto, in termini di: modulazione della risposta glicemica post-prandiale, modulazione della glicemia a digiuno, regolazione della secrezione insulinica a digiuno e modulazione dell’attività funzionale insulinica; quest’ultima evidenza è stata correlata al consumo degli agrumi per un periodo più lungo.

Tra i principali fattori che influenzano la risposta fisiologica ai polifenoli si annoverano la variabilità interindividuale elevata che si associa alla loro biodisponibilità ed i cambiamenti del microbiota intestinale presente nell’organismo umano.

Gli agrumi sono ampiamente consumati in tutto il mondo, sia freschi che trasformati. Tra i frutti tipici compresi nel genere: arance, mandarini, mandarini canditi, pompelmi, lime e limoni, ove le arance rappresentano oltre il 50% del totale degli agrumi prodotti e consumati l’anno. Tra i succhi che se ne ricavano, quello d’arancia è tra i più consumati, per cui circa il 33% della coltivazione globale di arance viene destinata alla sua produzione. Tuttavia, relativamente al succo d’arancia, l’elevata concentrazione in zuccheri trattenuta nel prodotto (approssimativamente 80 g/L) solleva alcuni dubbi circa il largo consumo di quest’ultimo, sulla salute metabolica a lungo termine.

Fermo restando ciò, gli agrumi si rivelano essere una promessa della qualità nutrizionale! Essi sono una fonte ricca in polifenoli di natura flavonoidi, prevalentemente flavanoni come l’esperidina, la naringina, la narirutina e la neoesperidina (a costituire circa il 90% del contenuto di flavonoidi totali). In frazione minore, gli agrumi contengono i polimetossiflavoni, la tangeretina e la nobiletina. Per di più, gli agrumi presentano un alto contenuto in vitamina C ed in altri polifenoli bioattivi, i quali secondo quanto riferito precedentemente migliorano l’andamento dei parametri prognostici di rischio per il T2DM.

Sebbene i bioflavonoidi contenuti negli agrumi possiedano diverse proprietà biologiche benefiche, la loro bassa solubilità si traduce in una bassa biodisponibilità. I bioflavonoidi assunti attraverso il consumo degli agrumi vengono destinati alla trasformazione in forme facilmente assorbibili che presenti anche negli alimenti, ma in quantità minori. Ciò è il motivo per cui l’industria alimentare ha ampliato la messa a disposizione di integratori alimentari a base di bioflavonoidi estratti dagli agrumi in qualità di metaboliti facilmente assorbibili, poiché sono i livelli di assorbimento e le concentrazioni plasmatiche dei medesimi a svolgere un ruolo cruciale nell’effetto terapeutico.

I bioflavonoidi degli agrumi vengono metabolizzati nell’intestino tenue, nel colon e nel fegato. In particolare, nell’intestino tenue una frazione di essi subisce una conversione a prodotti metabolici destinati all’escrezione attraverso la bile e le urine; mentre, la restante frazione di essi viene indirizzata all’idrolisi o alla fermentazione, che rispettivamente, si verificano nel fegato e nel colon per mezzo del microbiota, nelle forme metaboliche facilmente assorbibili.

In relazione al ruolo terapeutico svolto nel management del diabete, i bioflavonoidi intervengono nel sistema di difesa antiossidante dell’organismo. Lo stress ossidativo recato dall’iperglicemia persistente provoca danno cellulare, danneggiamento enzimatico e perossidazione lipidica, eventi che si ripercuotono su un rilascio aumentato di radicali liberi (tra questi, le specie reattive dell’ossigeno, ROS).

A tal proposito, si ritiene che i bioflavonoidi degli agrumi abbiano un potenziale nel trattamento naturo-terapeutico del diabete. Tali sostanze esplicano il loro effetto antidiabetico riducendo i livelli intestinali di digestione e di assorbimento dei carboidrati, attraverso due vie: l’inibizione funzionale degli enzimi deputati alla demolizione dell’amido, e l’inibizione funzionale dei trasportatori del glucosio a livello delle cellule che lo internalizzano. L’effetto consente un rallentamento nel rilascio e nel trasporto del glucosio a livello sanguigno, prevenendo l’insorgenza di stati iperglicemici repentini. Flavanoni come l’esperidina e la naringina svolgono questa funzione nell’attenuare l’iperglicemia postprandiale.

In conclusione, si può affermare come l’intervento nutrizionale si riveli essere una strategia mirata di importanza nella prevenzione e/o nel trattamento dei dismetabolismi. Nell’ambito del diabete mellito, una dietoterapia che includa l’adeguato consumo di agrumi rappresenta una strategia naturo-terapeutica efficace ed alternativa nel trattamento della malattia diabetica. Ciò, grazie al ruolo funzionale svolto dai bioflavonoidi contenuti in tali frutti nel controllo glicemico, in pazienti affetti da iperglicemia e/o diabete mellito di tipo II conclamato.


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