Sarcopenia: un dimagrimento indesiderato

La sarcopenia associata al dimagrimento: fisiopatologia e diagnosi di una condizione deleteria per la salute.

La sarcopenia associata al dimagrimento: fisiopatologia e diagnosi di una condizione deleteria per la salute.

Componente chiave nel regime dietetico finalizzato alla perdita di peso e successivamente è il deficit calorico.

Secondo il modello “calorie perse – calorie introdotte” è ampiamente noto ormai, come la gestione dietetica sia incentrata sul concetto di “mangiare meno – muoversi di più”; tanto da considerarsi quasi immotivato e perfino sconsigliato, il continuo calcolo dell’apporto calorico fornito dall’alimentazione quotidiana. Talvolta, infatti, il concetto che si ha di dimagrimento tende a tramutarsi in un atteggiamento maniacale per cui la riduzione o la rinuncia dei pasti equivalga alle calorie perse a favore di un calo del peso corporeo!

Tuttavia, seppur l’assunzione ed il dispendio di calorie siano processi dinamici influenzati ed al contempo, influenzanti il peso corporeo, è l’adattamento fisiologico con il quale viene affrontata una dietoterapia a svolgere un ruolo cruciale sull’esito del dimagrimento. Pertanto, l’intervento volto a creare un deficit energetico attraverso la dieta deve essere necessariamente valutato in relazione alla fisiologia ed allo stato metabolico individuali.

Quando nell’approccio al dimagrimento tale aspetto viene trascurato (specie se è l’intrapresa di una “dieta fai da te” ad entrare in gioco come mezzo finalizzato ad ottenere “la perdita di peso desiderata”) nella gran parte dei casi, il rischio di andare incontro ad un calo ponderale dannoso per la salute si rende inevitabile.

Quale significato racchiude il termine sarcopenia?

La sarcopenia è una patologia caratterizzata dalla perdita progressiva e generalizzata in massa e funzione della muscolatura scheletrica, con una conseguente compromissione del muscolo, la quale si ripercuote in problematiche di salute di varia entità.

Diagnosticata dalla presenza di una muscolazione ridotta, associata ad una diminuzione della forza muscolare e della prestazione fisica, la sarcopenia colpisce in prevalenza gli individui anziani – nel 29% dei casi di contesto sanitario – ma anche, i soggetti affetti da malnutrizione e patologie come il cancro; in quest’ultima causa, a seguito degli effetti collaterali chemioterapici e radioterapici, e/o dall’evoluzione patologica della neoplasia.

In linea generale, il mantenimento della massa muscolare scheletrica dipende dall’equilibrio tra processi anabolici – ossia di sintesi – e catabolici –  ossia di degradazione – che coinvolgono la struttura di cui si compone il muscolo: la sua massa proteica.

In condizioni fisiologiche, l’invecchiamento altera l’omeostasi del muscolo scheletrico influenzando l’omeostasi tra anabolismo e catabolismo e determinandone la perdita, ove il cambiamento si accompagna a modificazioni della sua composizione.

Analogamente, in presenza di patologie, a favorire lo sviluppo della degenerazione muscolare è la presenza di malnutrizione – ovvero, una condizione di carenza nutrizionale severa la quale determina il depauperamento strutturale del muscolo; o di neoplasie – ove la malnutrizione subentra come condizione riflessa del paziente affetto da cancro e sottoposto a trattamenti terapeutici, compromettendone complessivamente lo stato di salute sia in termini di sarcopenia, che di cachessia.

Alla luce di quanto discusso sopra, si ritiene aspetto fondamentale nella sorveglianza della salute corporea e nella prevenzione della sarcopenia il ruolo potenziale della dieta, in sinergia ad un monitoraggio della composizione corporea nelle sue modificazioni.

Sul piano nutrizionale, il macronutriente principalmente implicato nel preservamento strutturale della muscolatura è la proteina. Attraverso l’alimentazione, l’introito proteico svolge una funzione anabolica in grado di promuovere il mantenimento della massa muscolare; nonché, esso garantisce un’assunzione di amminoacidi adeguata al preservamento della composizione strutturale del muscolo.

Per di più, anche apporti di diversi altri nutrienti e costituenti dietetici si vedono implicati nell’insorgenza della sarcopenia. In particolare, significativo è il contributo dell’assunzione di vitamina D, poiché coinvolta nella funzione antinfiammatoria; e di costituenti alimentari quali acidi grassi n-3, carotenoidi, selenio e polifenoli noti essere coinvolti nell’azione antinfiammatoria e nello stress ossidativo. Questi ultimi svolgono la funzione di contrastare gli effetti esercitati dai radicali liberi dell’ossigeno sul tessuto muscolare, che causanti danno ossidativo.

Nel decorso, la sarcopenia si manifesta come un declino della prestazione fisica, difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane, un aumento del rischio di incorrere a cadute e fratture, una maggiore probabilità di ricovero presso strutture sanitarie di assistenza. Non di minore importanza, la sarcopenia predispone al rischio elevato di contrarre infezioni, ad un aumento dell’incidenza di sindrome metabolica, patologie cardiovascolari, diabete ed ipertensione ed un aumentata incidenza di patologie cardiocircolatorie.

Sul profilo diagnostico, ad oggi è possibile predire l’insorgenza e/o monitorare l’evoluzione della sarcopenia, grazie ai risultati di misurazione che può fornire l’esame bioimpedenziometrico. L’analisi della composizione corporea mediante impedenziometria assume importanza nella valutazione clinica dei cambiamenti che interessano la composizione corporea, rappresentando un mezzo pro-diagnostico nel monitorare l’andamento della malattia a lungo termine.

La bioimpedenziometria è una metodica evoluta in accuratezza, sensibilità ed affidabilità nella stima di parametri della composizione corporea quali massa grassa, massa magra ed acqua corporea totale. Inoltre, grazie allo svolgimento di misurazioni bioelettriche dirette è possibile ricavare dalla medesima un parametro di significato: l’angolo di fase.

Sono stati condotti vari studi relativi all’impiego dell’angolo di fase come indicatore predittivo e diagnostico di sarcopenia, attraverso l’analisi BIVA condotta sia su pazienti affetti da malnutrizione associata a carcinoma, sia su pazienti colpiti da malnutrizione per diverse cause. A riscontro, un numero crescente di risultati suggerisce esista correlazione tra l’andamento dell’angolo di fase e l’evoluzione della sarcopenia; in particolare, la correlazione è risultata evidente nei pazienti affetti da neoplasie. Riconosciuto essere un indicatore della salute cellulare, l’angolo di fase subisce un declino in presenza di depauperamento della massa muscolare rilevato mediante misurazioni bioelettriche dirette.

In conclusione, si può affermare come lo screening della sarcopenia assuma importanza nella sorveglianza della salute. Nell’ambito, l’intervento nutrizionale parallelamente al monitoraggio bioimpedenziometrico della composizione corporea costituiscono il “modus operandideterminante, nella pratica clinica di routine finalizzata alla comprensione delle strategie terapeutiche idonee al trattamento e/o alla prevenzione della malattia.


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