I carboidrati, che dilemma! La risposta è: QUALITA'!
I carboidrati sono componenti importanti della nostra dieta; tuttavia, il consumo eccessivo di questi ultimi si rivela associarsi ad un impatto negativo sulla salute. Evidente è un incremento del rischio di sviluppare patologie quali obesità, diabete di tipo II, disfunzioni cardiovascolari e cancro.
In particolare, significativo è il legame fra l’eccessivo consumo di carboidrati ed il rischio di sviluppare malattia tumorale. Il cancro, infatti, è ad oggi una delle principali cause di mortalità a livello globale, da cui se ne evince come la prevenzione alimentare rappresenti una determinante nella sorveglianza della salute, in termini di sorveglianza metabolica.
Un recente studio prospettico, condotto su quasi 200.000 individui e pubblicato dai dati forniti dalla UK Biobank, ha consentito di osservare come l’assunzione alimentare di differenti tipi di carboidrati si associ al rischio di sviluppare 21 specifici tipi di tumore, oltre al rischio oncologico generale.
Rilevanti, i risultati relativi all’incrementata insorgenza di tumore polmonare, tumore renale e linfoma non-Hodgkin, ottenuti dal sostenimento di diete ad elevato contenuto in carboidrati. Tali risultati sono stati confrontati con quelli ottenuti dal sostenimento di diete a basso profilo glucidico, consentendo di monitorare un decremento del rischio di sviluppare neoplasie in generale e per quanto riguarda distretti corporei come colon-retto ed esofago.
In una visione d’insieme, è emerso come l’assunzione di differenti tipi di carboidrati svolgesse un ruolo chiave nella qualità alimentare, in termini di predisposizione metabolica allo sviluppo neoplastico.
Tale evidenza è strettamente legata al ruolo svolto da carico glicemico, indice glicemico e natura dei carboidrati assunti, nonché, la fisiologia del microbiota intestinale.
Sotto il profilo dietetico, significativa è la frequenza di assunzione di alimenti processati, la quale può compromettere la funzionalità endocrina comportando l’insorgenza di iperinsulinemia. In tali casi, l’iperinsulinemia di natura pancreatica esercita uno stimolo al maggiore apporto alimentare, un aumento di adipogenesi ed una riduzione della spesa energetica.
Sicché, un intervento alimentare personalizzato a sorvegliare l’apporto glucidico del paziente, a rappresentare un approccio fondamentale nella prevenzione metabolica. In sinergia a tale intervento, la rilevazione periodica della composizione corporea per mezzo di esame BIVA ha lo scopo di monitorare la salute del paziente, attraverso l’ottenimento di risultati validi correlabili ai dati forniti dalle analisi cliniche.
Ma come scegliere i carboidrati a tavola?
Parliamone insieme!
